Lezione gratuita · Chitarra

Un arpeggio, tante possibilità di studio.

Una sola combinazione per allenare indipendenza, accenti, dinamiche e ritmo.

Quando studiamo un arpeggio sulla chitarra, tendiamo spesso a ripetere sempre la stessa successione di note, cercando maggiore precisione e velocità.

Ma ripetere un esercizio nello stesso modo è davvero sufficiente? In questa lezione scoprirai come una sola combinazione possa trasformarsi in diversi esercizi per sviluppare il controllo della mano destra e la qualità del suono.

01Partiamo dall’arpeggio

La mano sinistra mantiene una posizione sostanzialmente stabile: Fa♯ sulla quarta corda, Sol sulla terza corda a vuoto e Re sulla seconda corda. Il basso si sposta sulla quinta corda seguendo le note Si – Do – Re – Do.

La mano destra lavora con il pollice sui bassi, mentre indice, medio e anulare hanno ciascuno la propria corda di riferimento. Questa impostazione ci consente di concentrarci sulla regolarità dei movimenti.

Esercizio n. 24 · Formula di base4 battute
Seleziona la partitura per ingrandirla.

Inizia lentamente, ad esempio a 60 bpm. Cerca un volume uniforme tra le note e osserva che le dita rimangano vicine alle corde senza tensioni inutili. Quando riesci a suonare con continuità, passa alla prima trasformazione.

02Gli accenti: una nota in primo piano

Suoniamo lo stesso arpeggio mettendo in evidenza, a turno, un gruppo di note. Le altre devono rimanere più leggere e regolari: non occorre aumentare la forza di tutta la mano.

Prova nell’ordine: bassi (pollice), Fa♯ (indice), Sol (medio) e Re (anulare). In ciascuna riga della partitura la nota scritta a dimensione normale è quella da accentare.

Quattro varianti di accentoPollice · Indice · Medio · Anulare
Fai emergere una voce e mantieni regolare l’accompagnamento.

Il lavoro non consiste nel suonare più forte in generale, ma nel scegliere consapevolmente quale voce far emergere.

03Le dinamiche: dare una direzione al suono

Ora modifichiamo gradualmente l’intensità lungo tutto l’esercizio, senza cambiare il tempo. Il movimento deve restare naturale anche quando aumenta il volume.

Crescendo · Dal piano al forte

Parti con un suono leggero e aumenta l’intensità in modo progressivo, senza improvvisi scatti.

Variante dinamica · Crescendo

Diminuendo · Dal forte al piano

Esegui il percorso contrario: riduci progressivamente il volume, conservando precisione e timbro.

Variante dinamica · Diminuendo

04Le varianti ritmiche: cambiare per migliorare

Quando ripetiamo molte volte una formula, le dita possono affidarsi all’abitudine. Cambiare la durata delle note interrompe questo automatismo e mette alla prova la coordinazione.

Qui trovi due esempi: l’ordine delle note rimane invariato, ma cambia la loro organizzazione ritmica. Leggi prima la formula superiore, poi applicala all’arpeggio sottostante.

Formula ritmica 1

Formula ritmica n. 1Studio a tempo costante

Formula ritmica 2

Formula ritmica n. 2Studio a tempo costante

Studia con il metronomo: se perdi precisione, rallenta. Non occorre utilizzare tutte le varianti in una seduta; alternale nei giorni successivi.

05Il consiglio dell’insegnante

Non cercare di fare tutto contemporaneamente. In una sessione puoi concentrarti sulla regolarità; nella successiva puoi spostare gli accenti, cambiare la dinamica oppure affrontare una variante ritmica.

Studia una difficoltà alla volta e ascolta sempre il risultato. La velocità arriva dopo precisione, regolarità e controllo.

Non conta soltanto quante note riusciamo a suonare, ma quanto controllo abbiamo su ciascuna di esse.
Copertina del metodo Arpeggio — Controllo Totale

Per approfondire

Arpeggio — Controllo Totale

Questa lezione riprende l’esercizio n. 24 del mio metodo per lo studio progressivo della mano destra. Il libro raccoglie 192 esercizi di base e 30 varianti: applicandole alle formule di partenza si ottengono 5.952 possibilità di esercizio.

192 esercizi5.952 possibilità60 tracce audio