Quando studiamo un arpeggio sulla chitarra, tendiamo spesso a ripetere sempre la stessa successione di note, cercando maggiore precisione e velocità.
Ma ripetere un esercizio nello stesso modo è davvero sufficiente? In questa lezione scoprirai come una sola combinazione possa trasformarsi in diversi esercizi per sviluppare il controllo della mano destra e la qualità del suono.
01Partiamo dall’arpeggio
La mano sinistra mantiene una posizione sostanzialmente stabile: Fa♯ sulla quarta corda, Sol sulla terza corda a vuoto e Re sulla seconda corda. Il basso si sposta sulla quinta corda seguendo le note Si – Do – Re – Do.
La mano destra lavora con il pollice sui bassi, mentre indice, medio e anulare hanno ciascuno la propria corda di riferimento. Questa impostazione ci consente di concentrarci sulla regolarità dei movimenti.
Inizia lentamente, ad esempio a 60 bpm. Cerca un volume uniforme tra le note e osserva che le dita rimangano vicine alle corde senza tensioni inutili. Quando riesci a suonare con continuità, passa alla prima trasformazione.
02Gli accenti: una nota in primo piano
Suoniamo lo stesso arpeggio mettendo in evidenza, a turno, un gruppo di note. Le altre devono rimanere più leggere e regolari: non occorre aumentare la forza di tutta la mano.
Prova nell’ordine: bassi (pollice), Fa♯ (indice), Sol (medio) e Re (anulare). In ciascuna riga della partitura la nota scritta a dimensione normale è quella da accentare.
Il lavoro non consiste nel suonare più forte in generale, ma nel scegliere consapevolmente quale voce far emergere.
03Le dinamiche: dare una direzione al suono
Ora modifichiamo gradualmente l’intensità lungo tutto l’esercizio, senza cambiare il tempo. Il movimento deve restare naturale anche quando aumenta il volume.
Crescendo · Dal piano al forte
Parti con un suono leggero e aumenta l’intensità in modo progressivo, senza improvvisi scatti.
Diminuendo · Dal forte al piano
Esegui il percorso contrario: riduci progressivamente il volume, conservando precisione e timbro.
04Le varianti ritmiche: cambiare per migliorare
Quando ripetiamo molte volte una formula, le dita possono affidarsi all’abitudine. Cambiare la durata delle note interrompe questo automatismo e mette alla prova la coordinazione.
Qui trovi due esempi: l’ordine delle note rimane invariato, ma cambia la loro organizzazione ritmica. Leggi prima la formula superiore, poi applicala all’arpeggio sottostante.
Formula ritmica 1
Formula ritmica 2
Studia con il metronomo: se perdi precisione, rallenta. Non occorre utilizzare tutte le varianti in una seduta; alternale nei giorni successivi.
05Il consiglio dell’insegnante
Non cercare di fare tutto contemporaneamente. In una sessione puoi concentrarti sulla regolarità; nella successiva puoi spostare gli accenti, cambiare la dinamica oppure affrontare una variante ritmica.
Studia una difficoltà alla volta e ascolta sempre il risultato. La velocità arriva dopo precisione, regolarità e controllo.
Non conta soltanto quante note riusciamo a suonare, ma quanto controllo abbiamo su ciascuna di esse.

Per approfondire
Arpeggio — Controllo Totale
Questa lezione riprende l’esercizio n. 24 del mio metodo per lo studio progressivo della mano destra. Il libro raccoglie 192 esercizi di base e 30 varianti: applicandole alle formule di partenza si ottengono 5.952 possibilità di esercizio.